Writings

Chiamatemi Gianfranco. Io sono artista, sono ciò che sono, sono ciò che ho vissuto e ciò che ho conosciuto, così io sono Oudeis, Omero e Dante e Joyce e Walcott, così io sono Xamul di Altamira e Ahaid di Tebe e Lunu di Mont'e Prama, sono Brunelleschi, Gehry, Mantegna, Michelangelo, Raffaello e Caravaggio e anche El Greco, Bernini, Rodin, io sono Van Eyck e Grunewald, io sono Picasso, Pollock e Klee e Kandinskij e Schifano, sono Rothko, Duchamp e De Koonig e Magritte, io sono anche tanti altri mille, sono il passato e il presente.
Il futuro saranno altri e il caso.

©2021 Gianfranco Angioni
www.gianfrancoangioni.com
angionigf@hotmail.com

johnson - copertina

Johnson è stato pubblicato da Edizioni La gru a giugno 2024

Ho voluto schierarmi contro l’accanimento terapeutico. Scrivo anche per cercare di avere chiarezza sulle norme sul fine vita, su suicidio assistito, l’eutanasia. Norme intese come salvaguardia dell’autodeterminazione e della dignità umana.

Ho provato a esprimermi  sul senso e valore della vita, sulla morte e anche sullo stato di pre-morte, ho immaginato quello che potrebbe succedere a chi si trova in coma o sta per morire. Per questo vi è la comparsa di Oudeis, alter ego dello scrittore Nessuno. Lui altro personaggio  di rilievo. I due compariranno in modo più approfondito in un volume di prossima pubblicazione con La gru.

- Johnson è la persona che faccio parlare, egli si trova in stato vegetativo permanente.

È stufo del suo stato, è sconfitto, ma non può nulla, salvo pensare. Le sua parole si susseguono e nessuno può udirle, sono delle parole mute. Egli chiederebbe, se potesse farlo, di essere liberato dallo stato in cui si trova.

- Mi sono chiesto e ho voluto scrivere di cosa può provare Johnson e le persone sofferenti di patologie degenerative, impossibilitate a comunicare col mondo e soggette a immobilità.

Scrivere di Johnson è riportare il suo soliloquio, egli vive all'interno del suo cervello. Fisicamente è incapace di agire e comunicare, è immobilizzato su di un letto, non fa altro che riflettere e ricordare. I suoi ricordi si intrecciano con quanto percepisce della realtà.

Nei suoi ragionamenti nulla è banale, in lui si agitano ancora sentimenti:  dall'ira all'amore, poca speranza e rassegnazione, e arte. A volte il suo pensare è poesia.

Ho immaginato quale può essere la sua nostalgia per il vivere normale, per avere tanto e, spesso, non apprezzarlo.

- Ho pensato fosse importante anche descrivere i parenti e i loro conflitti interiori se richiedono l'interruzione dell'alimentazione e delle cure.

Ho scritto dei sentimenti d’amore e d’amicizia e di vari comportamenti umani.

- In’ Johnson’ emerge pure una certa accettazione delle vicende della nostra vita che originiamo con i nostri comportamenti  o che altri contribuiscono ad originare.

Per questo, simboli ricorrenti nei miei libri sono il labirinto (e il suo significato, cioè le scelte che originano il destino proprio e altrui), le metafore del Caso e del Destino e, infine, i limiti imposti all’uomo dalla sua stessa natura.

- ‘Johnson’ comprende tre capitoli: Quasi un Inferno, È sempre un Purgatorio e Può essere il Paradiso?

Il riferimento alle cantiche della  Divina commedia di Dante Alighieri non è casuale, sebbene non vi sia stato da parte mia alcun intento apologetico per ottenere meriti non dovuti, ma solo l’utilizzo della struttura dantesca, e pochi richiami diretti ai contenuti della Commedia e l’uso della parola 'stelle' per concludere ogni singola parte.

prima copertina grida di civetta DELUXE 5.4.2024

Grida di civetta è il prequel di Malocchio, pubblicato da PAV edizioni ad aprile 2024

Amore in varie espressioni, tragedia, sciamanesimo, amoralità, turbe psichiche e pazzia, ma anche normalità. Grida di civetta affronta temi che, a parte la stregoneria, possono essere parte del vissuto di ogni essere umano, soprattutto se consideriamo ogni vita una tragedia.

A volte quando di notte un fatto luttuoso si compie,  una civetta fa sentire a il suo verso.

Chi vuole, può trovare che i riferimenti alla tragedia Macbeth di Shakespeare non sono casuali.

malocchio prima di copertina

Malocchio, il sequel di Grida di civetta, è un romanzo in cui si intrecciano vicende di persone comuni e di persone dotate di poteri paranormali.

In esso si parla di dipendenza dal gioco, di depressione e si ripropongono in qualche modo le vicende mitologiche di Giasone e Medea.

Quanto descritto avviene tra la Lombardia e la Sardegna nell’estate del 2012.

È stato pubblicato da PAV Edizioni a settembre 2023

le metamorfosi imperfette prima di copertina ridotto per sito

Le metamorfosi imperfette: lo scopo ultimo delle pagine del volume è asserire l’immutabilità della natura umana a dispetto dei condizionamenti cui l’uomo stesso la può sottoporre; anche ammettendo i mutamenti fisici e comportamentali indotti dall’evoluzione negli organismi viventi vi sono tentativi degli esseri umani per cambiarsi e per cambiare il proprio destino. Pur essendoci delle variabili, la regola immutabile delle esistenze è che vi siano eccezioni alla così detta “normalità”, si può affermare che trasformazioni rapide negli esseri viventi riescono solo nella mitologia e nella letteratura. Nel caso degli umani sono, appunto, metamorfosi imperfette.

Glauco M., il personaggio principale di questa vicenda, aveva sessantadue anni. Stanco e insoddisfatto della vita che conduceva aveva deciso di cambiarla radicalmente allontanandosi dalla sua abitazione presso Milano, dove viveva con sua moglie. L’aveva fatto senza avvertire nessuno, salvo la sua amante Sheila.

In seguito Glauco vivrà da clandestino su un’isola dell’arcipelago greco delle Cicladi; era lì da due anni ma non era contento nemmeno di questa esperienza, non più e stava decidendo di fare qualcosa di diverso.

Le metamorfosi imperfette è stato pubblicato da PAV Edizioni a settembre 2022

I libri Grida di civetta, Malocchio e Le metamorfosi imperfette sono disponibili sul sito dell'editore (pavedizioni.it) e su Amazon (sia cartaceo che ebook)

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Edible Trash è una raccolta di 5 storie.

Edible trash, rifiuti commestibili, qui non sono quanto i senzatetto recuperano dai bidoni dell’immondizia, ma anche quanto si trova nascosto nella nostra mente e che non sappiamo più d’avere. Pensieri scordati, ricordi palesi e no, sentimenti i quali ci permettono di sopravvivere e che, comunque, sono parte della nostra umanità. In essi troviamo qualcosa da dare agli altri e qualcosa che abbiamo ricevuto. 

QUESTA È UN'EDIZIONE RARA

Edible Trash è disponibile in pochissime copie fino a esaurimento. Per richiesta, scrivere all'autore (angionigf@hotmail.com)

ARTE E ZEN

- Articolo pubblicato a Maggio 2021 su www.galleriamilanese.com

 

Satori, un termine che, per chi non conosce lo zen, può essere inteso solamente come un termine giapponese, ma cosa può significare per un artista?

Ecco: per esso, il mezzo per l’artista è solamente un tramite perché la sua coscienza si accordi in modo armonioso con l’inconscio.

Per un maestro zen, la conoscenza tecnica, una delle basi per essere definiti artisti, non basta, anzi, essa deve essere superata perché l’artista e la sua opera diventino un tutt’uno.

L’artista deve essere inconsapevole di creare qualcosa, il suo agire e i risultati che ottiene devono andare oltre il suo stesso essere, in questo modo artista e opera risultano essere non artista e non opera, al tempo stesso l’artista è il divenire e il divenire è l’artista.

Perché l’opera che ottiene è in lui, senza che ne abbia coscienza, così le sue opere migliori si compiono e si rivelano quando egli non calcola e non pensa.

Una lunga pratica può portarlo ad avere tanta padronanza del mezzo tecnico e se accade, ciò che ha appreso non esiste più in quanto tale, ma diviene suo patrimonio personale, allora agisce in un certo modo perché le sue conoscenze sono metabolizzate e così non ha più coscienza di quanto vuole ottenere, vuole solo dipingere o scolpire o effettuare una performance.

 

L’arte, per chi la pratica in tal modo, è un rito che attinge a risorse nascoste, della cui esistenza l’artista è spesso ignorante, ma sono risorse che lo spingono ad agire, ad operare in un certo modo che lo porteranno, infine, alla perfezione e a migliorare se stesso.

 

Quasi un’esperienza mistica.

 

 

©2021 Gianfranco Angioni

www.gianfrancoangioni.com

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